I GATTI SONO MERAVIGLIOSI
Una compilation dolcissima di gatti che si prendono cura dei bebè.
Una compilation dolcissima di gatti che si prendono cura dei bebè.
C’è chi fa finta di niente e gira il capo dall’altra parte, chi cerca di intenerire mettendosi a zampe all’aria, chi scodinzola e chi proprio non ce la fa e si va a nascondere. Sono le reazioni esilaranti dei cani di fronte al rimprovero dei padroni, dopo aver compiuto qualche disastro casalingo.
Se ti è piaciuto questo video, guarda anche questo: Chi ha mangiato il tacco della mia scarpa?
Trovato nei cespugli nei pressi di casa a un mese di vita, il gattino è stato introdotto nell’ambiente domestico ed ha immediatamente stretto un legame fortissimo con il cane Keelo.
Una compilation davvero troppo divertente di cani che giocano e sbagliano le prese! Potresti sentirti male dal ridere, noi abbiamo avvisato.
Chi non vorrebbe essere al posto di questo signore spiattellato faccia a terra sul pavimento? Mantenere un contegno? impossibile!
Guardare questo video ti fa dimenticare ogni guaio della giornata. Molto Terapeutico.
Un po’ di refrigerio in una giornata torrida per l’orso nero Takoda
Takoda, un orso nero di 16 anni, arrivato nell’Oregon Zoo quando era ancora un cucciolo, si diverte un sacco a fare il bagno in questa vasca. Takoda significa anche “amico di tutti” nella lingua sioux.
La mascotte di Rivelazioni.com, un bellissimo cricetino russo di nome Popoff, ci ha lasciati. Lo vogliamo ricordare così il nostro bellissimo pelosetto!
Nel video qui sopra gioca con un orsetto, qui sotto si diverte col tabacco di Marco 🙂
Qui Popoff dorme tranquillo appoggiato su di me…
Perchè amiamo tanto il nostro criceto?
perchè è carino, rilassante da guardare, perchè è un animaletto “buffo” e che ci mette di buon umore.
perchè ci insegna le RESPONSABILITA’. Noi abbiamo amici, famiglia, vacanze, scuola, lavoro, loro hanno SOLTANTO NOI, ed è nostro dovere e responsabilità offrirgli un buon livello di vita. Prendere un criceto e costringerlo a vivere male è un gesto di egoismo estremo: evitiamo di prendere un animale se non siamo in grado di offrirgli il meglio.
perchè ci aiuta quando siamo soli: la compagnia e l’affetto incondizionato di un animale sono un toccasana per l’anima.
non sono animali troppo impegnativi, ma ATTENZIONE: sono una nostra responsabilità e necessitano un alloggio grande, cibo e cure.
ci aprono a nuove esperienze e a conoscere altri appassionati di criceti. Se troviamo qualcun altro con un amore autentico verso gli animali, è davvero una cosa meravigliosa e un dono prezioso.
Che fannullone!
Quando l’orsa polare madre ha deciso di fare una corsa in discesa in neve fresca, il suo cucciolo di 4 mesi ha pensato bene di chiedere un passaggio … sul suo sedere. 🙂 🙂 🙂
Daisy Gilardini, la regina dei ghiacci
La sua passione per la natura l’ha portata fino agli estremi del mondo. Ex contabile, da oltre 14 anni Daisy Gilardini viaggia con la sua macchina fotografica tra Artide e Antartide per documentare le conseguenze dei cambiamenti climatici. Ritratto di un’artista.
«Avevo 18 anni quando ho preso in mano la prima macchina fotografica. Capodanno, Parigi, i Campi Elisi…. È stato amore a prima vista e da allora non l’ho più lasciata».
Da piccola sognava di fare la veterinaria. Ora sfida il freddo e il gelo per fotografare orsi polari e pinguini, iceberg alla deriva e vulcani in eruzione. «Fare fotografia per me significa innanzitutto essere a contatto con la natura, afferrarne l’energia e l’essenza», ci racconta Daisy Gilardini, di ritorno da una spedizione in Antartide.
«Avevo appena vent’anni quando ho intrapreso il mio primo viaggio come fotoreporter. Zaino in spalla, a spasso per l’India e le Maldive». Nata e cresciuta nel canton Ticino, Daisy Gilardini ha ottenuto il diploma di esperta in contabilità e finanza, prima di aprire la sua fiduciaria e buttarsi a capofitto nel mondo degli affari. La sua passione per il viaggio però è andata crescendo. «Malgrado gli impegni professionali, ho sempre cercato di ritagliarmi i miei spazi e di prendere il volo per alcuni mesi l’anno. Fino al 2006, quando ho finalmente deciso di mollare tutto e di inseguire il mio sogno: fare della fotografia la mia professione».
Oggi, Daisy Gilardini vive praticamente sei mesi l’anno sotto zero, ma il fuoco della passione riesce ancora a riscaldarle anima e corpo. «Mi considero una specialista delle terre estreme e anche se a qualcuno potrà sembrare strano, non mi stanco mai di ammirare lo spettacolo offerto dalla natura», spiega sorridendo. «Sono convinta che solo credendo profondamente nel proprio lavoro, nei propri principi, e soprattutto nei propri sogni, si possa riuscire ad dare un senso profondo alla propria vita. Nelle mie fotografie ci metto amore e passione: solo così riesco a cogliere l’attimo e trasmettere emozioni tramite i miei scatti». Un credo che le ha permesso di vedere pubblicate le sue opere su alcune tra le più importanti riviste naturalistiche al mondo, prima tra tutte ilNational Geographic.
La passione per il ghiaccio
In oltre 21 anni di carriera fotografica Daisy Gilardini ha visitato più di 65 paesi: dalle Galapagos al Madagascar, passando per le Isole Falkland e la Groenlandia. Ad appassionarla, però, sono soprattutto i ghiacciai, le distese bianche e gli animali polari.
«Mi sono sempre piaciuti il freddo e la neve, fin da piccola» ricorda la fotografa ticinese. «Quando avevo quattro anni ho ricevuto in regalo una piccola foca di peluche. Mia madre mi raccontava la storia di questa foca, io chiudevo gli occhi e sognavo di partire alla scoperta del suo mondo, di vedere con i miei occhi la sua casa».
Un sogno che si è realizzato nel 1997 quando ha compiuto la prima spedizione in Antartide su una nave rompighiaccio. Da allora, Daisy Gilardini ha trascorso la maggior parte del suo tempo tra i ghiacci dell’Antartide e dell’Artide. «Ho risparmiato sette anni prima di potermi permettere una spedizione in Antartide, ma ne è valsa davvero la pena. È stato il viaggio che mi ha cambiato la vita e fatto scoprire un nuovo mondo».
A bordo di queste navi da ricerca e rompighiaccio, Daisy Gilardini ha un ruolo del tutto speciale: oltre ad immortalare il paesaggio, insegna infatti fotografia ai passeggeri. Un compromesso per poter visitare zone del mondo altrimenti inaccessibili. «Il prezzo del biglietto parte dai 5’000 dollari fino ad oltre 40’000, a dipendenza della nave, dell’itinerario e della lunghezza del viaggio. A bordo ci sono persone estremamente interessanti che hanno viaggiato praticamente in tutto il mondo e a cui non restano che gli estremi».
Al Polo Nord, con gli sci
Agli estremi del mondo Daisy Gilardini non ci è andata però soltanto su un rompighiaccio. Nel 2006 ha trascorso 15 giorni sulla calotta polare artica cercando di raggiungere il Polo nord con gli sci, trainando una slitta. «È stata l’esperienza più estrema ed incredibile della mia vita, che mi ha fatto capire profondamente le regioni polari.»
Tre anni dopo, Daisy Gilardini è tornata sulla banchisa polare per un altro incarico fotografico, che l’ha messa di fronte a un’esperienza davvero estrema. «Durante un raid fotografico di due giorni a Nord del campo base, per una serie eventi ed errori di valutazione banali, sono andata in ipotermia. Un’esperienza veramente toccante e profonda. Se fossi stata sola sarei sicuramente morta nel giro di qualche ora».
I rischi fanno comunque parte del mestiere, ammette Daisy Gilardini, e malgrado la paura, la voglia di viaggiare è rimasta sempre la stessa. «Se non ho un biglietto d’aereo sulla mia scrivania non mi sento bene, inizio ad agitarmi, a chiedermi “cosa c’è che non va”… È una condizione mentale. Devo sempre aver pianificato un viaggio per poter star bene con me stessa».
La forza delle immagini
Le fotografie di Daisy Gilardini non sono soltanto un piacere per gli occhi, ma anche una testimonianza silenziosa degli effetti dei cambiamenti climatici. «La calotta polare artica si sta sciogliendo ad un ritmo impressionante e negli ultimi 30 anni si è dimezzata sia in superficie che in spessore. Al giorno d’oggi, purtroppo, si trovano orsi bianchi annegati perché non hanno più ghiaccio su cui potersi riposare», spiega la fotografa ticinese.
«Anche in Antartide la situazione è drammatica. Il surriscaldamento dell’aria (+2°C negli ultimi 30 anni nella Penisola Antartica) porta ad un maggiore evaporazione e ad un conseguente aumento delle precipitazioni nevose». Con quali conseguenze? «Le conseguenze per i pinguini sono drammatiche. Questi animali necessitano infatti di una superficie rocciosa per poter nidificare. Con l’innalzamento dello spessore della neve sono costretti a percorrere tragitti sempre più lunghi ed impervi per poter raggiungere le sommità più esposte e quindi libere dal manto nevoso. Questo causa un ritardo nel processo di riproduzione nonché un’alta mortalità sia tra gli adulti (esausti per i tragitti che devono percorrere per nutrire la loro prole), che tra i pulcini (nutriti con una minor frequenza). Negli ultimi 30 anni, la popolazione dei pinguini di Adelia è diminuita del 70%».
Per Daisy Gilardini, la fotografia non è soltanto una passione ma è anche e soprattutto un impegno sociale e morale. «In oltre 14 anni di spedizioni polari – 15 in Antartide e 23 in Artico – ho cercato di testimoniare le bellezze della natura, ma anche i cambiamenti climatici in corso. Il mio entusiasmo e la mia passione per la natura sono cresciuti in una missione personale per la salvaguardia dell’ambiente e spero che i miei scatti possano inspirare gli altri nel rispetto e la preservazione del nostro fragile pianeta».
Daisy Gilardini
Origini:
Nata e cresciuta nel canton Ticino (1968, Svizzera), Daisy Gilardini ha iniziato la sua carriera di fotoreporter nel 1989, durante un viaggio in India. In 21 anni di carriera fotografica, ha girato più di 65 paesi nel mondo.
Passione:
Nel 1997 si reca per la prima volta nell’Antartide e da quel momento trascorre gran parte del suo tempo a fotografare le regioni polari.
Lavoro: Le immagini di Daisy Gilardini sono state pubblicate, tra l’altro, da National Geographic, BBC Wildlife, Nature’s Best, World Wildlife Found.
Riconoscimenti: Il suo lavoro è stato premiato nei più prestiogiosi concorsi fotografici internazionali come l'”IPA International Photography Award”, il “BBC Wildlife photographer of the year” e il “Travel Photography of the Year”.
Responsabilità: Per il suo impegno a favore dell’ambiente, nel 2009 Daisy Gilardini è entrata a far parte della International League of Conservation Photographers (www.ilcp.com)
Nel 2010 è stata accettata quale membro del prestigioso
The Explorer club
“Arthur ed io abbiamo viaggiato a Chiang Mai, Thailandia, da Toronto, Canada, nel mese di dicembre 2012 e visitato il Patara Elephant Farm. A differenza di altri Parchi Elephant a Chiang Mai, il personale e i proprietari a Patara si concentrano esclusivamente sulla sanità e la gestione della riproduzione di questa specie in via di estinzione e di recupero degli elefanti feriti dalle bombe della miniera – i turisti vengono dopo. Quando siamo arrivati, abbiamo davvero dovuto lavorare sodo e imparare cosa significava prendersi cura di queste meravigliose creature. Questo comprendeva nutrire gli elefanti con i loro pasti quotidiani, ispezione e pulizia delle feci, bagno, lavaggio degli elefanti nel fiume, e, infine, esercitazione con gli elefanti nella giungla. E ‘stato alla fine della nostra giornata, che abbiamo avuto l’opportunità unica di giocare con un cucciolo di due mesi femmina di nome Tara. Appena sentì Arthur chiamarla, corse su e ha giocato con lui e preso coccole non-stop. E ‘stata un’esperienza indimenticabile e adorabile. Se mai visitare Chiang Mai, prendere il tempo per sostenere Patara Elephant Farm e la loro causa – non ve ne pentirete!” Vivian H.
Sicuramente anche il piccolino salta in mezzo all’erba, solo che non si vede!! troppo forti!
Le orecchie basse, l’espressione triste e colpevole. E poi il muso, spinto con tenerezza contro il volto del suo padrone, come a voler chiedere scusa. Ettore, lo splendido incrocio di labrador protagonista di questo video, non vuole proprio saperne di ascoltare il rimprovero del suo proprietario, Anthony Granai, e fa di tutto per farsi perdonare, mentre la fidanzata del ragazzo, Federica Riccardi, riprende la tenera scena. Il motivo di un tale senso di colpa? “Stava praticamente facendo una buca nel divano”
Un simpatico video che ci mostra in pieno la raffinata tecnica – di sopravvivenza – di un cane che ha capito benissimo cosa sta per succedere e che non si dà per vinto fino all’ultimo: si piazza in mezzo alla stanza facendo il morto e si lascia trasportare in bagno con molta fatica della sua umana. Salvo rianimarsi improvvisamente quando appare una via di fuga!
Guarda anche questo video: Cani che non amano fare il bagnetto
Cane furbetto che vuole fare un giretto mentre il padrone guarda la TV 😁 Ha escogitato un sistema davvero FORMIDABILE per convincere il suo padrone refrattario!!
…. Non siate pigri con i vostri cani 😊
Si chiama Bobo, ed è un gatto che ama essere aspirato dall’aspirapolvere. Alla maggior parte degli animali domestici non piace il suono dell’aspirapolvere e si nascondono da qualche parte in un angolo quando lo sentono, ma questo gatto lo ama particolarmente. Noi sconsigliamo di farlo con i vostri animali domestici di casa, potrebbero non gradire potreste pentirvene.
Una fotogallery di animali che dormono in posti improbabili, vinti dal sonno nelle posizioni più impossibili
Questo cagnolino simpaticissimo si cimenta nel ballo con grande successo… (si fa per dire…)
Una video-compilation dolcissima, che ci conferma quanto siano amorevoli gli animali da compagnia con i bambini.
Se il cane é troppo piccolo e la sponda della piscina é troppo lontana, nessun problema, da oggi c’è lui, il tassista da piscina per cagnolini… pigri! 🙂
Dicono di no, ma questo video pare contraddire questa teoria… Giudicate voi stessi 😉
PS: questo piccolo criceto russo ci ricorda molto Popoff, ve lo ricordate? la nostra piccola mascotte che non c’è più… 🙁 che nostalgia….
Le tigri come nessuno le aveva mai viste prima, grazie alle riprese effettuate da un drone della società canadese Dizifilms fondata da David Etienne Durivage, che è anche il produttore ed il pilota del drone utilizzato per le riprese, in questo caso un DJI Inspire Pro.
Selezionato per il Moscow Sunlight International Film Festival, edizione invernale 2016, questo che vi presentiamo è un magico video realizzato tutto dall’alto e girato in uno dei parchi più belli del Canada a St-Félicien, Québec.
Qui sotto il video intero con anche gli orsi polari che giocano tra di loro, i bufali che scappano in branco, l’alce che sgambetta via irritata, ma soprattutto le tigri incuriosite che cercano di prendere il drone.
David Etienne Durivag è il fondatore della Dizifilms agency, pioniere dell’industria di droni canadese.
A partire dal 2010, David è diventato una figura centrale nell’industria di un nuovo tipo di immagini, quelle aeree dai droni.
Ha fondato l’agenzia Dizifilms ed il programma di formazione di piloti per droni in collaborazione con Le Centre Québécois De Formation Aéronautique.
David Etienne, realizzatore e produttore, ha dalla sua moltissimi anni d’esperienza nella produzione musicale, televisiva e di lungometraggi. Grazie alle sue qualità di creativo e direttore artistico passa da un progetto appassionante all’altro incatenandoli tra loro.
Da Dubai al Cile, passando dalla Mongolia al grande Nord-Québec, percorrere e filmare il mondo è una ragione di vita, un modo di vivere, una passione, un’avventura.
Avendo già ottenuto più di 5 premi canadesi come autore-compositore-interprete e diverse nominationa all’ ADISQ, David Etienne sa riconoscere le numerose ed importanti sfumature del centro artistico del Québec e dei suoi artigiani nel suo mestiere di realizzatore-produttore.
Vincitore del Grands prix Documentaires/Drone in Francia, Russia e Stati Uniti, attualmente si occupa della creazione di uno dei più grandi centri multi-disciplinari al mondo, la Cité Mémoire per Montréal in compagnia di Victor Pilon e Michel Lemieux.