Cuccioli venite! Vi presento lo zio!
Un video che contiene tutta la dolcezza e l’amore possibile, e che dimostra che i luoghi comuni sui cani e gatti… sono solo luoghi comuni.
Un video che contiene tutta la dolcezza e l’amore possibile, e che dimostra che i luoghi comuni sui cani e gatti… sono solo luoghi comuni.
Il bagnetto del gatto è un momento molto delicato: la cosa più importante è cercare di far capire al micio che si tratta di un gioco e di un divertimento, e non di una costrizione!
FARE IL BAGNO AL GATTO
Il momento del bagnetto del gatto è sicuramente un istante molto tenero… ma non sempre è detto che il nostro micio possa gradire questo contatto tanto ravvicinato con l’acqua!
L’avversione del micio nei confronti dell’acqua nasce dalla propria natura. Originariamente, e prima di vivere con gli uomini, i gatti vivevano in praterie o foreste, ambienti secchi come la savana e molto raramente vicino al mare. Il motivo è molto semplice: l’anatomia del gatto non è compatibile con la possibilità di pescare con successo e, pertanto, il gatto non aveva alcun motivo per vivere vicino alle zone acquatiche.
Da qui, un’antipatia naturale nei confronti del bagno: un’abitudine che non sempre è consigliata, visto e considerato che il gatto si “lava da solo” e che spesso per ristrutturare la propria pulizia è sufficiente dare una buona spazzolata al mantello. Vi sono tuttavia alcune situazioni nelle quali potrebbe essere fondamentale fargli un bel bagno.
In queste situazioni, è sufficiente fare in modo che il gatto intenda il bagno come un gioco o come un momento di coccole.
Quante vole ci siamo chiesti il perché di questo comportamento così bizzarro dei nostri cari amici gatti? In realtà, di bizzarro c’è ben poco: l’amore dei gatti per le scatole ha ragioni biologiche ben precise, che sono state individuate da un nuovo studio dell’Università di Utrecht. Gli studiosi hanno separato 19 gatti.
Metà di loro aveva accesso a spazi ristretti, l’altra metà no: i livelli di stress risultavano notevolmente più bassi nei gatti che avevano a disposizione delle scatole in cui rilassarsi.
ISTINTO
I gatti sono predatori di natura e, come altri felini, sorprendono le prede con agguati improvvisi. Tra le mura domestiche, le scatole sono il luogo ideale in cui nascondersi e sottrarsi agli occhi del “nemico” (che sia un innocuo cetriolo o il vostro pericolosissimo piede!) o, al contrario, in cui cercare sicurezza.
ANTISTRESS
Come dimostrato dagli studi dell’Università di Utrecht, i gatti non solo amano le scatole, ma ne hanno proprio bisogno. La presenza di una scatola o di un altro riparo garantisce ai mici un luogo sicuro in cui rintanarsi nei momenti di stress. Infatti, ai mici a cui viene lasciata a disposizione una scatola si ambientano meglio al nuovo ambiente e si dimostrano più disponibili alle interazioni con gli umani. «Nascondersi è una strategia di comportamento per far fronte ai cambiamenti ambientali e alle fonti di stress».
FUGA DAI PROBLEMI
Rispetto ad altre specie più gregarie, i gatti tendono ad evitare il più possibile gli scontri diretti e le situazioni conflittuali. Nei momenti in cui percepiscono ostilità o attenzioni eccessive, le scatole rappresentano una “zona franca” in cui rifugiarsi fino a quando le acque non si saranno calmate.
UN BEL CALDUCCIO
Chi ha un gatto l’avrà sicuramente notato: più piccola è la scatola, più i mici proveranno a incastrarvisi nelle posizioni più buffe. Il motivo potrebbe avere a che fare con la temperatura ambientale: quella ideale per i gatti è di 30-36 °C (quindi, almeno 10 °C più alta della nostra) e il cartone – in particolar modo quello da imballo – è un perfetto isolante, soprattutto se entra a contatto con il pelo dell’animale.
In questo video qui sotto potete imparare un bel sistema per far felice il vostro gatto semplicemente con una scatola e una T-SHIRT, geniale!
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Dicono di no, ma questo video pare contraddire questa teoria… Giudicate voi stessi 😉
PS: questo piccolo criceto russo ci ricorda molto Popoff, ve lo ricordate? la nostra piccola mascotte che non c’è più… 🙁 che nostalgia….
Cane furbetto che vuole fare un giretto mentre il padrone guarda la TV 😁 Ha escogitato un sistema davvero FORMIDABILE per convincere il suo padrone refrattario!!
…. Non siate pigri con i vostri cani 😊
Questo animale e’ sorprendente, non solo perche’ conosce i colori, ma soprattutto perche’ il suo cervello sa riconoscere le categorie e le forme. Per esempio e’ in grado di spostarsi velocemente dalla categoria dei colori a quella delle forme. Guardate il video e sorprendetevi!
Pudsey e Ashleigh, un cane e la sua padroncina vincitori al Britain’s Got Talent del 2012 con una performance che lascia tutti a bocca aperta per la loro bravura.
Accompagnati dalla musica di 007 si cimentano in un balletto che mostra tutto il loro affiatamento e l’amore che hanno coltivato insieme fin da piccoli.
La naturale eleganza del NERO
Riscaldato, sfamato, coccolato e vezzeggiato il gatto domestico ne ha fatta di strada dalle origini a oggi. Eppure la sostanza del suo essere, i movimenti felpati, la potenza nel salto, l’elasticità negli atterraggi sono rimasti quasi gli stessi. Basta guardare le riprese in super slow motion – con una specialissima videocamera Phantom, a 2500 fotogrammi al secondo – del gatto messo a confronto con una pantera nera per rendersene conto.
CURIOSITA’ SULLA PANTERA NERA
Pantera nera è il nome comune con cui vengono indicati gli esemplari neri di alcune specie di felidi affetti da melanismo, un eccesso di pigmentazione che rende molto scuro o addirittura nero il colore di pelle, peli o piume che normalmente non lo sono.
Questo fenomeno, che interessa mammiferi, rettili, uccelli, anfibi e insetti, è spesso il risultato di mutazioni genetiche che possono essere spontanee o dipendere da agenti esterni come la temperatura o l’inquinamento.
L’animale nero più affascinante è sicuramente la Pantera. È da sempre temuta e ammirata, ma di preciso che animale è la pantera? In realtà, con il termine “pantera” non si indica una sola specie bensì 5.
Dal punto di vista scientifico, infatti, fanno parte del genere Panthera il leopardo (Panthera pardus), il giaguaro (Panthera onca), il leone (Panthera leo), la tigre (Panthera tigris) e il leopardo delle nevi (Panthera uncia).
Nel parlare comune, tuttavia, vengono identificati come “pantere nere” tutti i felidi che possiedono la particolarità di un manto di colore nero o fortemente maculato, affetti cioè da melanismo: sono proprio le pantere, infatti, l’animale melanico per eccellenza.
La versione melanica del leopardo – dovuta alla mutazione di un gene recessivo – e del giaguaro – dovuta invece alla mutazione di un gene dominante – sono le più comuni e si possono incontrare rispettivamente nel Sudest asiatico e nell’America Latina. Osservando il loro mantello in controluce, come quello del leopardo della foto, è possibile distinguere le caratteristiche macchie ocellate più scure rispetto al nero di fondo.
Si hanno frammentarie notizie di avvistamenti anche di puma, leoni e tigri di colore nero, ma sono davvero rarissimi.
(fonte: Focus.it)
CURIOSITA’ SUL GATTO NERO
Il 17 novembre è il “Gatto nero day” indetto dall’Associazione italiana difesa animali ed ambiente (Aidaa) a difesa della dignità del gatto nero.
Per i piccoli felini però non è solo una questione di decoro, secondo l’associazione ogni anno 60 mila gatti neri vengono uccisi a causa di una sciocca credenza. La diceria che il gatto nero porti sfortuna ha origine nel Medioevo quando i gatti in genere erano considerati i diabolici compagni delle streghe, per la loro abitudine a uscire di notte. Quelli di colore nero inoltre, non molto visibili nell’oscurità, facevano imbizzarrire i cavalli e i cavalieri cadevano di sella. Da qui l’idea che portino sfortuna quando ci attraversano la strada. In realtà gli unici a rischiare sono i mici, che facilmente possono finire sotto le ruote di qualche automobilista poco attento.
Le prime volte, si sa, sono sempre da ricordare: per questi teneri cani, il primo incontro con la neve è sicuramente un momento di un divertimento unico!
Asimmetria, bordi irregolari, colore, dimensioni ed evoluzione progressiva. Per sensibilizzare sull’importanza del controllo (annuale) dei nei per prevenire il melanoma La Roche-Posay ha creato uno spot dove alcuni cani dalmata diventano, proprio per il loro simpatico manto a pois, testimonial della campagna pubblicitaria controllandosi a vicenda e con attenzione le macchie nere. Se uno o più dei cinque punti sopra citati è indispensabile farsi vedere al più presto da un dermatologo.
La regola ABCDE dei nei consente di individuare alcune peculiari caratteristiche dei nei e valutare le loro condizioni. Ognuna delle lettere indica una condizione che dovrebbe allertare la nostra attenzione e spingerci a effettuare, nei casi sospetti, un controllo specialistico.
A – Asimmetria dei nei. Se proviamo a dividere idealmente con una linea centrale i nostri nei e notiamo che le due metà ottenute non hanno una forma simmetrica tra loro, è il caso di farli controllare.
B – Bordi irregolari dei nei. Se anziché essere regolarmente tondeggianti, cominciano ad avere delle frastagliature, delle irregolarità, potrebbero essere melanomi.
C – Colore dei nei. I soggetti con la pelle chiara hanno dei nei meno pigmentati, alcuni di colore roseo. I soggetti con la pelle scura hanno, invece, nei più pigmentati, alcuni di colore quasi ardesiaco. Se i nei da chiari diventano scuri o viceversa, vanno guardati con sospetto.
D – Dimensioni dei nei. Se le dimensioni sono elevate (in genere, quando hanno un diametro maggiore di 6 millimetri) è il caso di fare ulteriori indagini.
E – Evoluzione progressiva dei nei. Questa è la caratteristica più importante. I nei che diventano asimmetrici, acquisiscono bordi irregolari, variano di colore o aumentano di dimensioni… i nei che si trasformano, insomma, sono, a rischio.
12 immagini di mici con le macchie più strane che si siano mai viste. Alcune sembrano quasi dipinte. Incredibile come la natura si diverta a giocare con macchie e colori sul manto dei gatti….
1. Il gatto panda
2. Il gatto col gatto sul dorso
3. Il gatto con la scimmia sul dorso
4. Il gatto con le sopracciglia tristi
5. Il gatto con il farfallino
6. Il gatto con il cappellino
7. Il gatto con i baffi stampati
8. Il gatto Hitler
9. Il gatto col cuoricino sotto il mento
10. Il gatto col cuore sul manto
11. Il gatto con la stella sul musetto
12. Venus, il gatto con due facce (GUARDA IL VIDEO)
Attenzione: Chi guarda questo video troppo a lungo… muore di tenerezza 🐺🐺
L’Exotic Shorthair è un gatto dolce, affettuoso e molto attaccato alla famiglia. Tende a stare tanto in casa, essendo un gatto pigro e “pantofolaio”. In alcune circostanze, come tutti i gatti, vuole stare per conto suo, quindi si nasconde nei posti più impensabili.
Questo è uno dei video più tristi che si siano mai visti. Non solo questo povero Orangutan é in gabbia, ma non gli lasciano neanche guardare in santa pace il neonato in braccio alla sua mamma.
Il bambino é appena rientrato da una breve vacanza, e il gatto stupisce tutta la famiglia con questa incredibile dimostrazione di affetto! Chi pensa che i gatti non esprimano sentimenti deve guardare questo video.
Asoka, il piccolo orango orfano trovato nella foresta del Borneo indonesiano, è salvo. Il cucciolo è stato scoperto nella foresta da un uomo che ha raccontato di aver sentito l’orango piangere, come fosse un bambino. Prima lo ha portato a casa poi lo ha affidato ai volontari di International Animal Rescue (Iar), organizzazione che si prende cura degli orango minacciati dalla deforestazione dovuta alle coltivazioni di palma da olio. Il video è stato caricato su YouTube da International Animal Rescue IAR
Questo video che abbiamo trovato su Youtube é una raccolta di riprese video abbastanza divertenti quando sono i gatti a spaventarsi da soli in modo goffo e simpatico, ma alcune scene sono davvero discutibili e di cattivo gusto ed esempio. Bisognerebbe punire chi spaventa di proposito i loro mici per il loro divertimento e per fare un video che molti considerano “esilarante”. La stupidità umana non ha limiti.
Il piccoletto vuole essere preso in braccio, ma nessuno lo fa, quindi, pensa bene di intraprendere una scalata avventurosa della… GAMBA 🙂