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Arianrhod è La casa degli Dei
ARIANRHOD - UNA DIMORA PER GLI DEI - PELLA (NO) ITALY - LAGO D'ORTA

Arianrhod non è una casa qualsiasi, è un affresco sulla mitologia, un acquerello a tinte forti e un nutrimento per l'anima. E' il risultato di una sapiente e accurata progettazione, voluta, pensata, ideata e realizzata da una donna che ha studiato per molti anni il mondo esoterico e mitologico: il suo nome completo è Graziella Mizzani Corio Fani, abbreviato per comodità in Gea MC Fani, ma per gli amici semplicemente "Gea".
Autrice, insieme a sua figlia Eleonora, del libro Psiche e Afrodite, artista, pittrice, scultrice, arredatrice, decoratrice, stilista di abiti e bijoux, organizzatrice di eventi culturali, studiosa di mitologia ed esoterismo e chissà cosa ancora non ci ha rivelato...
Una donna che sembra lei stessa una Dea, intelligentemente colta e sapientemente generosa e disponibile, capace di realizzare e concretizzare idee che sembrano sogni.
Arianrhod è una sua creatura. E' la prima e unica casa al mondo progettata e realizzata da una vera esperta di esoterismo, detentrice di saperi millenari. Gea è riuscita a creare qualcosa di singolare e inusuale, dal sapore divino, quasi magico.
Vive in questa casa meravigliosa, con vista sul Lago d'Orta, dal 2008 con la sua bellissima figlia Eleonora Fani e 4 splendidi gatti. Tutti i QUADRI presenti nell'abitazione sono di sua creazione, così come l'imponente testata del letto, i pavimenti in resina decorati e intarsiati, e molti altri oggetti esposti. Ma la sua creazione da noi preferita in assoluto rimane il "Tempietto del Sapere", la favolosa biblioteca ottagonale che potete vedere nelle foto qui sotto.
Arianrhod è anche la sede dell'omonima Associazione Culturale, dove Gea organizza incontri, eventi e seminari nell'ambito esoterico. Tra non molto la dimora verrà aperta al pubblico per visite guidate su appuntamento. Un'esperienza che vi auguriamo di fare, sia per vedere personalmente Arianrhod, ma anche per avere il grande privilegio di conoscere la pradrona di casa Gea MC Fani.
Qui di seguito vi proponiamo una sommaria carrellata di immagini di questa dimora e la gustosa presentazione scritta di suo pugno:










































“Arianrhod è il nome di una dimora surreale, come il DNA dell'uomo è la ricapitolazione del suo passato storico, mitico, artistico, ripreso e consegnato come patrimonio genetico alle generazioni che verranno.

Arianrhod è la casa degli Dei, esseri alieni, un luogo ideale perché, come loro, è riflesso e memoria di metafisici mondi lontani.

Nel mito è il nome di un castello che a spirale si avvolge nel cielo per perdersi nella costellazione della Corona Boreale, è la dimora di re, artisti, iniziati che, tra morte e rinascita, ivi sostavano per prepararsi alla loro imminente missione sulla terra.

Arianrhod è infine il nome di una arcaica divinità lunare iperborea… la Dea Bianca; simile all'Arianna cretese è "la Signora del labirinto" posta da Dioniso in quella costellazione dopo averla resa divina.

La villa che porta questo nome si trova sulla riva di un lago di origine vulcanica, lago che condensa l'incontro di energie cosmiche e telluriche, di fronte ad un'isola sacra, l'isola di San Giulio.

Situata ai piedi di un'incombente vertiginosa perpendicolarità rocciosa, sulla quale sorgeva un antico tempio pagano dedicato alla Madre Terra oggi chiesa della Madonna del Sasso, la villa tiene a bada la soverchiante forza patriarcale del Santuario del Sacro Monte prospicente il lato opposto di questo lago… il lago d'Orta.

Di nuova costruzione, ultimata nel 2008, non è una semplice casa ma, come un antico tempio fatta di Anima, è una sede per l'Anima.

Dal cancello d'ingresso si scende attraverso il giardino fino alla porta di entrata della villa.

Varcata la soglia il visitatore è preso da una sorta di stralunato smarrimento, "Alchimia" è la parola che lo accoglie e lo invita a considerare il sottile gioco che sta iniziando tra la propria essenza e quella di un Sé non ancora definito che gradualmente gli si impone, lo avvolge, lo stordisce seducendolo poco a poco come il canto delle Sirene.

Il visitatore entra nello spazio mitico in modo graduale, equilibrato, sempre in bilico fra logica ed emozione, comprensione e intuizione di un al di là inafferrabile ma pregnante; la visita si trasformerà in un'avvinghiata lotta con lo sfuggente, il complesso, l'ermetico che gradualmente emerge dall'estetica armonia di forme e colori bilanciati.

Il visitatore si sentirà da subito avvolto dalla fluidità emozionale dell'elemento liquido, l'azzurro turchese del lago sembra entrare dalle grandi vetrate per invadere ovunque lo spazio; da un ottagono centrale l'immagine di Medusa emerge dall'acqua, è il guardiano di un mondo astrale, il volto che non ti è permesso guardare se non attraverso la riflessione nello specchio della coscienza, pena la reificazione.

Il visitatore viene così introdotto in una foresta di simboli, forme di simulacri che stormiscono e sussurrano molte storie che gradualmente lo introducono in una animica maieutica, come seguisse passo a passo un labirintico cammino iniziatico.

Arianna ha fatto smarrire a Teseo il filo della logica argomentazione e, persi i procedimenti argomentativi abituali, egli ora si trova immerso in un turbinio di echi, di voci e d'immagini.

Il soffio degli Dei alita ovunque nei quattro piani che la compongono e che esprimono le quattro dimensioni dell'uomo; ogni piano è dedicato ad un Dio.

Le stanze si dispongono attorno a quattro ottagoni sovrapposti con un canale di luce che l'attraversa.

Il numero otto è il numero dell'infinita essenza che ripete se stessa non come ritorno dell'uguale ma come autotrascendenza, la proiezione dinamica che mantiene nell'eterno rinnovarsi la ricapitolazione di sé; è l'espressione del frattale ma anche del DNA, il numero dei lati dei battisteri simbolo di rinascita spirituale.

Afrodite appare al visitatore fin da questo primo piano dimensionale nella doppia veste manifesta, come immagine di bellezza, di armonia conciliativa, e oscura, espressione del patos che emerge dall'anima: è Psiche rapita da Eros, la fonte poetica delle Pizie, la radice stessa della poesia che nasce dalla possessione estatica.

L'ottagono del piano superiore, solo delimitato dalla balconata, è uno spazio vuoto, un'essenza solo potenziale, è il piano notte dove nel sonno l'anima abbandona il corpo per tornare nella fluidità astrale… è lo spazio zero, "chi guarda fuori sogna, chi guarda dentro si sveglia" (Carl Jung) …e vive.

Dall'alto, oltre il parapetto, si vede bellissima e insieme terrifica la figura di Medusa emergere centrale dal pavimento… l'essenza vide se stessa riflessa dal volto di lei e si sporse nell'estremo tentativo di riconoscersi… "ancora si sporse fino a urtare quella sacrale concretezza che era impossibile superare senza perdersi… ed entrò nel buio strapiombo della sua anima e li, lanciò il suo sguarda ben sapendo che non sarebbe più tornato indietro" (dal libro Psiche e Afrodite).

La prima camera da letto si apre sulla balconata tramite una grossa vetrata delimitata esternamente da due colonne marmoree, sui capitelli ci sono sculture di colombe e croce della vita, oltre il virtuale spazio ottagonale l'azzurro turchese del lago.

Proprio come una zona sacra, essa rimane interna, estranea alla dualità e al divenire, ancora immersa nella coincidenza dell'assoluto.

Dietro il letto si muovono figure archetipiche, arcaiche divinità protagoniste di un ormai passato ciclo evolutivo.

Nella seconda camera, in alto sulle pareti, volteggia l'immagine fluttuante dell'anima, libera dal corpo durante il sonno.

Ora il visitatore, sempre più catturato da una farandola di richiami mitologici, in una sorta di ipnotica gnosi personale, inizia la discesa nei piani seguendo un percorso iniziatico dove la ragione man mano perde le sue congetture per lasciarsi andare al proprio labirinto.

Una nuova scritta accoglie il visitatore all'ingresso del Tempietto del Sapere: la biblioteca ottagonale eretta su una croce celtica di pietra nera; nel centro, una colonna di luce filtra dalla Gorgone sovrastante il rosone inferiore del pavimento per attraversarlo e proiettarsi poi nel piano sottostante, rosone questo raffigurante il sistema frattalico…

Questa la scritta scolpita nella pietra nera del pavimento :

Creare

è

dare forma

agli dei

un altare

per manifestarsi

un tempio

per risiedervi

Chi crea

è

officiante

sacerdote

Dio

Durante il suo graduale discendere, il visitatore si sarà man mano accorto di essere catturato da un'energia femminile sempre più intensa, dove ogni significato logico è trasceso a favore di un inconscio sempre più pregnante… la discesa agli inferi è il ritorno all'utero matriale della Grande Madre Terra in un calarsi misterico ricco di spunti meditativi fino in fondo… l'ultimo piano.

L'ultimo piano sovverte l'ordine cosmico presentando un tappeto di stelle, una miriade di punti di luce sui quali il visitatore, ormai completamente rapito da un se stesso sconosciuto, potrà camminare, mentre, fra le varie immagini specchiate, appare l'immagine di Arianna guida e ispiratrice del cammino che danza sulle stelle la danza del labirinto, mentre una quantità di piccole maschere occhieggiano nascoste ricordando al visitatore di essere giunto alfine nel regno di Dioniso, il Dio del teatro.

E, proprio il teatro, sarà l'epilogo di questo strano viaggio alla ricerca di un sé autentico e profondo dal volto di un Dio nascosto… il dio del Caos che è fonte di vita, della metamorfosi continua espressa nella successione delle maschere che sono le progressive rappresentazioni di noi sul palcoscenico della nostra esistenza…

Dioniso, il dio della rinascita, il dio del numero otto.”

 

Gea MC Fani

ARIANRHOD
Via dei Platani sn
28010 Pella (NO)
Lago d'Orta
Italy

info @ arianrhod.it





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