|
CHI E'?
Da parte di padre una tradizione
di piccoli industriali della pahe della campagna toscana e l'altro
romantico sognatore di miti greci nelle pianure brumose dello Schleswig-Holstein.
L'inedito cocktail, insieme a due eccentrici genitori, produce un
nipote irrequieto e dolorante che non ama le mode, ma non riesce
nemmeno ad adattarsi alle convenzioni.
Dopo un burrascoso Liceo Classico si iscrive a Legge, ma fa di tutto
fuor che studiare: facchino, lavoretti part-time per il Centro Moda
(che organizzava le manifestazioni della moda a Firenze), prove
da agente immobiliare, organizzazione di seminari estivi per università
americane, tentativi di copy writing e grafica pubblicitaria, locazioni
stagionali di ville e castelli nella campagna toscana, design industriale,
organizzazione di sfilate di moda, collaborazioni nel cinema (è
nel team dei costumisti che vince l'Oscar per Camera con vista di
Ivory), architetto abusivo, arredatore, consulenze legali per una
azienda di costruzioni stradali, produzione di documentari televisivi.
Intanto consegue la laurea in Giurisprudenza e completa un Master
in Diritto Comparato negli USA, ma al termine decide di non esser
tagliato per la professione legale e fa per alcuni anni, il Corp.
Com. Manager (responsabile della comunicazione) per un gruppo di
Mail Orders di software pacchettizzato, ideando pubblicità nonché
progettando e producendo svariati materiali stampati. Svolge quest'attività
anche per altre società (prevalentemente produzione di cataloghi
commerciali).
Nel 1994 ha i primi problemi di salute e, a parte l'amministrazione
delle sue proprietà, smette di lavorare per dedicarsi alla passione
della scrittura. Vive con la sua compagna tra la Versilia e un vecchio
palazzo nel centro di Firenze.
Tra
i libri che ha scritto (3) il preferito non è Agosto è il mese
più crudele, che pure gli appartiene e lo descrive moltissimo,
ma la Storia dell'Arte Futura, una sognante raccolta di racconti
sull'arte, collegati dal filo rosso di una storia-commento, che
l'autore dice di aver ricevuto dai surfers della rete sul suo Museo
di Arte Futura (www.futuart.com).
In realtà sia i racconti che i loro commenti li ha scritti lui nel
tentativo di legare indissolubilmente la rete con i libri.
|