Se ti capita spesso di pensare che le persone che ti circondano ti sembrano orribili e che te ne capita sempre una, ti consigliamo di leggere quanto segue…

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Un conto è pensare cosa devi fare per stare bene, un conto è sapere come fare per realizzare ciò che ti farà stare bene.
A volte potresti addirittura fare fatica a definire con esattezza ciò che desideri. In effetti, questo è il caso più frequente.
I motivi di ciò possono essere molti e sicuramente sono diversi per ogni individuo, proprio per questo è difficile soffermarsi sul perché, di ciò che non va.
Molto meglio conoscere i propri desideri e definirli; è un grande passo avanti verso il successo.
Soffermarsi in continuazione su ciò che non va è inutile!
Vai oltre. Vai a

Definire i tuoi desideri.

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Sì, lo so, il pensiero di ciò che non va ti attanaglia, quasi quasi è diventato “la tua passione vera“, molto più di ciò che vorresti.

Non è così? O mamma! Cosa sto dicendo? Sto dicendo la verità!? Pensi sempre a ciò che non va.
Così porti via del preziosissimo tempo da utilizzare per trovare ciò che vuoi, ciò “che va” e naturalmente per realizzarlo!
Bisognava che qualcuno te lo dicesse, prima o poi.

Prova a pensare che succede quando ti risulta impossibile definire ciò che vuoi o quando c’è qualcosa che non va o molte cose che non vanno?
Ti carichi di impegni, di cose da fare, ti circondi di gente e… pensa un po’, non va a posto un bel niente, anzi, ti incasini sempre di più.

Le persone che ti circondano ti sembrano orribili, te ne capita sempre una…

Alibi. Tutto ciò si chiama alibi.
Ti riempi di alibi, non di cose da fare, alibi per evitare di pensare, per evitare di attivare le soluzioni giuste.
L’alibi preferito è dare la colpa agli altri.

Colpa del marito che non ti capisce, della moglie che “rompe”.
Colpa dei figli che non studiano o dell’adolescenza.
Colpa del tempo “che piove sempre”,o “fa troppo caldo”.
Colpa della politica “che sono tutti disonesti”.
Colpa del caso perché è stata solo “sfortuna”.
Colpa del capo “che è un grandissimo str…”.
Colpa della mamma che non mi ha dato mai affetto o del papà che non c’era mai e la mamma piangeva.
Colpa della fidanzata che mi ha lasciato, del fidanzato che mi ha lasciata…

Potrei continuare ancora per molto, che ne dici?
Ti riconosci? Ovvio che sì.

Non temere; tutto “normale”. Di quella normalità che rende, appunto, infelici.
Sai che c’è?

Parti dai difetti degli altri, per conoscere i tuoi.

In genere, tutto ciò che non ti piace degli altri, è proprio ciò che non ti piace di te.
In più, sai che succede?
Succede che fare continuamente il punto sui difetti degli altri, ti porta ad attivare una “energia” negativa e finisce che la tieni troppo sempre presente dentro di te e finisce con il caratterizzarti, con il definirti.
Possibile?
Temo di sì. Almeno spesso. I danni? Notevoli, ma per fortuna, reversibili.

Prova a riflettere, se facciamo finta che, per esempio, sia una tua responsabilità il fatto che le cose ti vanno male?
Come faresti a cambiarti o a modificare certi atteggiamenti, certi pensieri, se la colpa è sempre di qualcun altro?

Dare sempre la colpa ad un altro significa non avere mai colpa

e, se non hai colpa, cosa mai dovresti modificare?
Però, contemporaneamente, continuare ad incolpare gli altri, significa vivere in negativo.
Se vivi in negativo tu, vivono in negativo anche tutti quelli che ti circondano perché si “nutrono” della tua negatività.
Per non vivere in negativo non c’è altro modo che vivere in positivo, non trovi?

Come fai ad entrare in uno stato d’animo sereno, se non ti circondi di pensieri sereni?

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Sì, lo so, ho capito : hai il mutuo da pagare, hai perso il lavoro…
Sono cose importanti. Hai ragione.
Però devi sforzati, e rendere il più naturali possibili, dei pensieri positivi.

Immagina che vada tutto bene e che sia perfetto. Com’è? Che sensazione ti dà?

Entra in quello stato di gioia. Ti serve a ricordarti che sei in grado di provare gioia.

Considera che se sei in agitazione o visibilmente in down, e vai ad un colloquio di lavoro, come ti possono dare un incarico? Tu un incarico te lo daresti?
E poi, sei davvero consapevole di volere quel lavoro?
Sei nel posto giusto per cercare lavoro? E’ il lavoro che fa per te?
Il fatto di essere senza lavoro potrebbe essere, per esempio, oltre che una disgrazia, uno spunto, una opportunità perfetta per capire chi sei, cosa vuoi, cosa sai fare e finalmente andare nella direzione di ciò che ti piace davvero, dove puoi dare il massimo, dove puoi essere felice e in serenità.
Magari il lavoro che avevi, era quello giusto, magari no.

Noi siamo i primi artefici del risultato della nostra vita nel bene e nel male, solo che non lo pensiamo mai.

Come stiamo nella nostra vita, di chi ci circondiamo, le scelte che facciamo, dipendono essenzialmente da noi.

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Vale la pena di imparare a fare le scelte giuste, non trovi?

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Le immagini e i testi di questo articolo sono tratti dal libro di counseling Self Help di Viviana Giani.

Il libro unico nel suo genere, composto da 52 frasi, una per ogni settimana dell’anno, che ti permette di sapere come passare alla azione per raggiungere il risultato giusto per te.

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Riflessioni