C'era una
volta un pover'uomo che chiedeva qualche spicciolo all'angolo di una
strada. era conosciuto da molti negozianti e passanti della zona come
una persona mite e che non dava assolutamente alcun fastidio: si limitava
con molta discrezione ad esporre il suo cappello ed un breve biglietto
per raccontare la sua storia.
Con regolarità passava da lui un signore molto distinto, che si fermava
a parlare con lui. All'inizion nessuno dei vicini ci fece caso, ma
poi questa presenza periodica iniziò ad attirare l'attenzione.
Qualcuno notò che questo signore, sempre ben vestito, non lasciava
mai neanche un soldo, e così incominciarono a circolare critiche di
tutti i generi sulla "tirchieria" di questo personaggio. Tuttavia
l'ometto sembrava sempre molto contento di vederlo.
Una volta uno dei negozianti presso cui il nostro ometto stazionava,
dopo che il signore distinto fu andato via, gli chiese:
"Come stanno andando le entrate oggi?"
"Molto poco... anzi quasi nulla..."
In quel momento passò una signora che lasciò qualche centesimo...
Al che il negoziante aggiunse con una punta di sarcasmo:
"Certo però che se almeno quel signore così distinto ti desse una
frazione dei suoi averi, potresti evitare di stare qui tutto il giorno..."
"Oh, no, non è così - rispose l'ometto - Sai chi è quello? Quello
è il presidente di una grande società: per parlare con lui la gente
fa la fila per settimane. Ogni minuto del tuo tempo vale un sacco
di soldi..."
"E allora? A maggior ragione dovrebbe dare di più..."
"Ma lui da di più... Mi dona ogni giorno il bene più prezioso che
ha una cosa che non si riguadagna: un po' del suo tempo per ascoltarmi
e per farmi sentire importante per qualcuno... E' qualcosa che non
potrà più avere in nessun modo, perchè il tempo non ritorna..."
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