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PIERGIORGIO ODIFREDDI

Oltre ad essere un Matematico con la M maiuscola, è un personaggio straordinario. Definirlo "simpatico" è riduttivo, è semplicemente speciale.
Le sue elucubrazioni umoristiche su temi come i Paradossi e la Religione l'hanno reso famoso al grande pubblico.
Conosciamolo meglio, ne vale sicuramente la pena.

Di lui si sa tutto, dov'è nato, dove ha studiato, dove lavora...basta cercare in rete con google.com e si trova qualsiasi informazione. Ci sembra ridondante scrivervi la sua biografia, preferiamo far parlare lui.

Leggiamo cos'ha da dirci lui stesso...su se stesso:

<<Cerco di mostrare come la Matematica faccia parte a pieno titolo non solo della cultura scientifica, com'e' ovvio, ma della cultura in generale. Agli inizi volevo scrivere un libro sulle connessioni con l'umanesimo. Volevo appunto intitolarlo, scimmiottando Sartre: "La matematica e' un umanesimo". Conoscevo qualche legame sporadico con la letteratura, la musica, la politica, e cosi' via. Poi mi sono accorto che i legami non sono affatto cosi' sporadici, e che un libro non sarebbe bastato. Cosi' ciascun capitolo e' diventato un libro, attuale o potenziale. Un vero e proprio "piano di lavoro", o "di evasione". Questo per quanto riguarda il contenuto della divulgazione. Ma anche il suo stile e' importante. La Matematica fa paura e incute timore proprio per il suo linguaggio tecnico. Allora ho scelto (o meglio, sono stato scelto da) uno stile leggero. Mi diverto a divertire, o almeno a provare a divertire. E' una sfida, parlare di cose elevate in parole povere. Il trucco e' trovare espressioni a due livelli: che possano essere intese in un senso preciso dallo specialista, ma appaiano avere un senso comune anche per chi non lo e'. Tanto per fare un esempio, nel "Computer di Dio" commento le sentenze assolutorie su Andreotti giocando sull'ambiguita' della frase: "ci sono verita' indimostrabili". Il lettore comune pensa al riferimento alla mafia, ma il logico ci vede una formulazione dei teoremi di Godel.>>

<<Il sottotitolo del mio ultimo libro (che, ovviamente, e' editoriale) mi qualifica come un "matematico impertinente", e allora cedo alla provocazione. Un esempio di cattiva divulgazione, a mio parere, e' Il teorema del pappagallo" di Guedj, che si limita a sovrapporre in maniera artificiale due livelli: letterario e matematico. Tra l'altro, la parte "letteraria" e' scontata e noiosa, e quella matematica fuorviante, perche' (a parte le prime 50 pagine, su Talete, che lasciavano sperare molto di piu') si limita a raccontare aneddoti, oltretutto triti e ritriti. Mi chiedo che cosa rimanga di matematico, alla fine della lettura del libro. Nel qual caso, che divulgazione e'? Si potrebbe obiettare che il libro ha venduto molto, e dunque ha funzionato. Ma questo e' scambiare le cause con gli effetti. Io credo che abbia venduto molto proprio perche' e' falsa divulgazione: fa delle grandi promesse, ma non ha la volonta' o la capacita' di mantenerle. Succede lo stesso in politica.>>

<<Scienza e tecnologia vengono spesso accomunate, ma in realta' sono diversissime: la prima si interessa alle cause dei fenomeni, la seconda agli effetti. La prima vuole comprendere la natura, la seconda modificarla. C'e' poi il problema della responsabilita' morale dello scienziato, che spesso si trincera dietro a facili paraventi, quali: "le scoperte sono moralmente neutre, sono i loro usi a essere buoni o cattivi". A me la cosa non convince per niente. Io sono molto impressionato da un fatto: che gli scienziati tedeschi non abbiano costruito la bomba atomica, e quelli americani l'abbiano non solo costruita, ma usata! Dopo la guerra si sono fatti i salti mortali per convincere il pubblico che i tedeschi non erano riusciti a costruirla, ma che gli americani non lo sapevano e dovevano difendersi. Sia come sia, io penso che mettere in mano dei politici e dei militari armi nucleari sia stata una leggerezza imperdonabile, che gli scienziati hanno pagato duramente nell'immaginario collettivo: sono diventati tutti "apprendisti stregoni". Anche i matematici, con personaggi come Von Neumann, hanno fatto la loro parte nella stregoneria. Io credo che si debba pensarci seriamente, e ne ho parlato a varie riprese nel "Computer di Dio". >>

<<In India ci sono stato solo sette o otto mesi, in varie riprese. Ma certamente la amo di piu' dell'America.
Perche' mi sembra che sia ancora abitata da persone, invece che da automi.
Da gente che cammina per le strade parlando al vicino, invece che al telefonino.
Da gente che non ti chiede "scusa" se ti tocca inavvertitamente.
Da gente che ha milioni di dei, invece di uno solo.
Da gente che mette nei suoi templi statue di coppie che fanno l'amore, invece che di vergini.
Da gente che da vecchia si prepara alla morte, invece di rimuoverla.
Da gente che, non dimentichiamolo, ha inventato lo zero e i numeri negativi, invece di essere ossessionata dal "positivo".>>

I testi riportati sono stati tratti da:
http://matematica.uni-bocconi.it/archivio/odifreddi.htm

Vi consigliamo di leggere i suoi saggi sul sito:
http://www.vialattea.net/odifreddi/

 

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